Abbiamo parlato di come appare una pagina, di come dovrebbe essere organizzata, delle relazioni tra gli elementi. Ma non abbiamo ancora parlato dell’oggetto che prende forma alla fine di questo lavoro.
Un sito web è un insieme di pagine collegate tra loro, raggiungibili da un URL attraverso un browser. Superando la questione tecnica, possiamo dire che un sito web non è un’app, anche se ci assomiglia (avete detto Figma?). Non è un documento, anche se spesso lo leggiamo come se lo fosse. Nei primi anni in cui tenevo il corso di Web Design, facevo spesso riferimento a un articolo di Jeffrey Zeldman: il sito web come ambiente digitale1.
Un ambiente si attraversa e si usa. Le persone leggono i siti web, ci interagiscono, ci scrivono, ci tornano. Un sito web cambia nel tempo e cambia a seconda di chi lo utilizza.
Un sito web è definito dal suo insieme: struttura, navigazione, gerarchie, ricorrenze. In più un sito web è definito dal suo scopo.
In un numero dell’altra newsletter avevo provato a fare una suddivisione dei tipi di siti, più come strumento che come classificazione. Una suddivisione utile a capire, dal punto di vista progettuale, cosa considerare.
Li avevo suddivisi in quattro macro categorie, ma potrebbero diventare due: siti che perlopiù si leggono e siti che perlopiù si usano.
Nel primo caso il progetto riguarda soprattutto l’organizzazione dei contenuti (siti di comunicazione e informazione, siti-brochure, e anche gli e-commerce); nel secondo riguarda soprattutto flussi di azioni, stati e interazioni nel tempo (piattaforme e prodotti digitali).
Quando progettiamo un sito web dobbiamo quindi tenere insieme più sguardi, dobbiamo considerare tutti questi aspetti: lo scopo, la natura mutevole nel tempo, la necessità di essere riconoscibili, l’aggregazione di contenuti e funzioni. Bisogna pensare a un sistema.
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L’articolo di Jeffrey Zeldman è del 2007 ed è stato pubblicato su A List Apart. Al netto della parte polemica – legata al contesto e ai servizi di quegli anni – resta invece molto attuale il modo in cui descrive il web design come progettazione di un ecosistema di ambienti digitali. ↩