Ispirazione, pratica e talento

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Charles Darwin aveva 27 anni nel 1836 quando — tra gli atolli delle isole Cocos — nei suoi pensieri comincia a formarsi un’idea che maturerà nel corso degli anni e si concretizzerà 20 anni dopo con la pubblicazione de L’origine della specie.

Big Idea

Icona di Edward Boatman su Nuon Project

Nell’immaginario collettivo l’idea creativa è sempre qualcosa di estemporaneo, una folgorazione improvvisa, anche se quasi mai è così. Spesso si racconta l’episodio (non si sa se vero o meno) di Picasso che realizza un disegno in pochi secondi e dice “Questo varrà un milione di dollari” e che all’obiezione “Ma ci hai messo 30 secondi per disegnarlo” risponde con “Mi ci sono voluti 30 anni per disegnare quel capolavoro in 30 secondi”.

Picasso e Darwin non sono gli unici ad aver lavorato decenni per riuscire a padroneggiare strumenti e idee. Che sia un’idea o una tecnica l’intuizione lenta è la regola, non l’eccezione.

In un interessante articolo James Clear cita due studi. Uno sull’età in cui i vincitori dei premi Nobel realizzano il lavoro o la scoperta, quasi sempre tra i 30 e i 40 anni — e quasi sempre ha richiesto 10 o più anni di lavoro. Uno, della Carnegie Mellon University, condotto dal professore di psicologia cognitiva John Hayes, secondo il quale su 500 famosi brani musicali, quasi tutti sono stati creati dopo il decimo anno di carriera del compositore. Negli studi successivi, Hayes ha trovato modelli simili con poeti e pittori e ha definito questo questo periodo di duro lavoro e poco riconoscimento dieci anni di silenzio.

In un libro di qualche anno fa, Fuoriclasse: Storia naturale del successo, Malcom Gladwell scrive che per avere successo, per brillare in qualsiasi disciplina “bastano” 10.000 ore di pratica.

La pratica è importante, ma la qualità della pratica lo è ancora di più. Si parla spesso di deliberate practice (pratica deliberata). Ne scrive Annamaria Testa sul suo blog:

Una cosa importante da sottolineare: pratica deliberata non vuol dire semplicemente esercitarsi. Vuol dire esercitarsi focalizzandosi su quanto ancora non si sa fare. È una faccenda molto più faticosa: l’obiettivo è fare ancora meglio ciò che si sa fare bene, estendendo contemporaneamente l’ambito delle proprie capacità a quanto ancora non si sa fare. E tutto può essere oggetto di esercizio, perfino il carisma personale: Winston Churchill, che pure era un capo carismatico, esercitava la propria arte oratoria di fronte allo specchio. L’altra cosa da sottolineare è che far pratica in questo modo chiede dosi alte di concentrazione: si tratta di un’attività sopportabile per tempi limitati (un paio d’ore al massimo). Ma può bastare un tempo relativamente breve per sviluppare e mantenere le proprie capacità, e fino a tarda età.

La pratica deliberata è esercitarsi con uno scopo. Esercitarsi per 10.000 ore non porta agli stessi risultato come farlo in modo deliberato e pianificato.

L'ispirazione è per i dilettanti. Il resto di noi deve presentarsi e mettersi al lavoro — Chuck Close


Scrive Clear nel post citato poco sopra:

I dilettanti creano quando si sentono ispirati. I professionisti secondo un programma. Nessun azione farà uscire fuori il genio creativo più di forzare se stessi a creare costantemente. La pratica nel proprio lavoro è l'unico modo per farlo diventare decente. La persona che siede e teorizza su come bisognerebbe scrivere un best-sellers non riuscirà mai a scriverne uno. Nel frattempo, lo scrittore che si presenta ogni giorno e mette il proprio culo sulla sedia e le mani sulla tastiera sta imparando a scriverlo.

Ira Glass, popolare speaker di un popolare show radiofonico americano, This American Life, con circa a 1.7 milioni di ascoltatori a settimana consiglia a chiunque cerchi di fare un lavoro creativo e interessante:

La cosa più importante che puoi fare è fare un sacco di lavoro. Fare un enorme volume di lavoro. Darsi scadenze settimanali, mensili in modo da capire in che direzione si sta andando. Solo passando attraverso un grosso volume di lavoro il lavoro che stai facendo sarà buono come le tue ambizioni.

Se si vuole realizzare qualcosa, c’è poco da fare, non bisogna sperare di essere ispirati, ma organizzarsi e pianificare. Il colpo di genio arriva quando si sono esaurite tutte le idee mediocri.